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Recensione “Un giorno questo dolore ti sarà utile”

AUTORE: Peter Cameron

EDITORE: Adelphi

GENERE: Romanzo

ANNO: 2007

“A volte le brutte esperienze aiutano, servono a capire che cosa dobbiamo fare davvero. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono, un dono crudele, ma pur sempre un dono.”

TRAMA

James Sveck ha diciotto anni, nessun amico e un noioso lavoro estivo nella galleria d’arte della madre, poco frequentata. È figlio di genitori separati (la madre, una gallerista con tre matrimoni falliti alle spalle e il padre, un uomo incallito col vizio della chirurgia estetica), i quali tentano un po’ goffamente di aiutarlo ad orientarsi nel mondo; ha una sorella di nome Gillian, invaghita di un professore di teoria del linguaggio. James rifugge le persone e le situazioni sociali e comunica soltanto con Nanette, nonna affettuosa e di buon senso, e Miró, un cagnetto nero che si crede umano. Deciso a non frequentare il college, passa il tempo a cercare una casa nel Midwest in cui leggere e poter stare finalmente da solo, fino a quando, un giorno, sempre per ingannare il tempo, decide di registrarsi, sotto falso nome, su un sito di incontri frequentato assiduamente anche da John, il gestore della galleria.

🖋️James è un personaggio introspettivo, che si sente alienato dal mondo. Ho percepito questa sensazione da subito. La sua famiglia è problematica e disfunzionale; i genitori sono separati, la madre è presa dalla sua carriera lavorativa presso una galleria d’arte, allo stesso modo il padre che invece fa il chirurgo. 

James come risposta verso ciò priva a ribellarsi per capire meglio se stesso e cosa vuole dalla vita. Fa esperienze e incontri positivi e negativi, che poi lo aiuteranno a prendere una decisione riguardo la frequentazione o meno del collage. 

Durante tutta la narrazione ho percepito, tramite la scrittura piacevole e scorrevole di Cameron, tutti i sentimenti contrastanti di James. Ho provato empatia per lui e sono tornata un po’ indietro nel tempo ai miei sedici/diciassette anni, quando mi sentivo persa.

💙Quello che ho apprezzato tanto è il messaggio positivo che troviamo verso la fine, soprattutto nelle parole della nonna Nanette (che per certi aspetti mi ha ricordato molto mia nonna), ovvero “il dolore come esperienza formativa”. Infatti la nonna sostiene che James dovrebbe “accettare” le esperienze che lo stanno segnando, perché lo porteranno nella giusta direzione e lo faranno diventare una persona migliore.